La Nazionale Italiana Cuochi scrive ancora una volta una pagina importante della gastronomia mondiale, conquistando il titolo di Campione del Mondo al Global Chefs Challenge 2026 nella categoria Senior e quello di Vice Campione del Mondo nella categoria Vegan. Le finali mondiali si sono svolte a Newport, in Galles, nell’ambito del Worldchefs Congress & Expo dal 16 al 19 maggio, uno degli appuntamenti più autorevoli del panorama culinario internazionale.
Il Global Chefs Challenge è considerato infatti una delle competizioni più prestigiose e tecnicamente impegnative del circuito Worldchefs. Dopo rigorose selezioni internazionali, vede confrontarsi le migliori squadre provenienti da ogni continente in una gara che valuta ogni aspetto del lavoro in cucina: organizzazione tecnica, gestione del tempo, attenzione agli sprechi, valorizzazione delle materie prime, equilibrio dei sapori e capacità di esprimere una precisa identità gastronomica.
Per la Nazionale Italiana Cuochi, prendere parte a questa competizione significa rappresentare l’Italia nel contesto più alto della cucina mondiale, portando in gara non solo tecnica e creatività, ma anche cultura, tradizione, territorio e il valore del Made in Italy. Un impegno che assume oggi un significato ancor più profondo nel percorso di riconoscimento della Cucina Italiana come “Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO”, di cui la NIC continua a essere ambasciatrice nel mondo. Durante l’esperienza gallese infatti, l’intera delegazione della NIC e i dirigenti federali hanno accompagnato le squadre indossando sulle proprie divise e pubblicando sui programmi ufficiali dei team le insegne del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e Foreste ( Masaf ) e della “Cucina Italiana Patrimonio UNESCO”, contribuendo a promuovere, nel prestigioso contesto internazionale del congresso Worldchefs, il valore universale della cultura culinaria italiana.
A conquistare il titolo mondiale nella categoria Senior sono stati Giuseppe De Vincenzo e Andrea Serale, protagonisti di una prova che ha saputo emozionare la giuria per tecnica, identità e visione contemporanea della cucina italiana. Il menu presentato è stato concepito come un autentico viaggio gastronomico attraverso l’Italia, capace di raccontare territori, tradizioni e ricerca culinaria. Dall’amuse-bouche fino alla portata principale, ogni proposta ha valorizzato ingredienti e sapori iconici della nostra tradizione, reinterpretati con eleganza e modernità. La polenta bianca, il Parmigiano Reggiano e il caviale si univano ai fiori di sambuco e ai profumi del Martini bianco torinese e della mela verde trentina marinata alla camomilla, mentre la panzanella pugliese veniva abbinata con una rilettura di un raviolo ai porri e crostacei. La tradizione trovava nuova espressione anche nelle animelle glassate e nel lombo di vitello ai profumi della primavera mediterranea, accompagnato da un’emulsione di aglio nero, in un equilibrio armonioso tra memoria gastronomica, identità territoriale e innovazione. A chiudere il percorso, un dessert ispirato al cioccolato speziato di Modica, arricchito da ibisco, fragole e zabaione italiano, ha dato vita a un racconto simbolico capace di unire idealmente il Sud e il Nord del Paese. Una creazione che ha conquistato anche il riconoscimento speciale come miglior dessert della competizione.
Straordinario anche il risultato ottenuto dal team Vegan, composto da Luigi D’Antonio e Mattia Matuozzo, che alla loro prima partecipazione nella categoria hanno conquistato il titolo di Vice Campioni del Mondo. Una cucina vegetale contemporanea, elegante e fortemente identitaria, che ha saputo distinguersi per tecnica, armonia e valorizzazione degli ingredienti. Il menu si apriva con una raffinata rosa di carota e mela marinata, per poi celebrare gli asparagi nello starter, proposti in diverse consistenze e abbinati alla melissa all’interno di un raviolo ripieno e alle note fresche del pompelmo siciliano. La portata principale, una vera “sinfonia vegetale”, metteva al centro sedano e cavolo rapa, porro locale e piselli gialli, accompagnati da verdure sottaceto della tradizione italiana, farro e tofu marinato, in un perfetto equilibrio tra tecnica e creatività. Il finale era affidato a un dessert moderno ed elegante, caratterizzato da lavorazioni di cioccolato e frutta marinata, con rabarbaro, lampone, gelato al tè Earl Grey e frutta fresca, a completare un percorso gastronomico ricco di personalità e identità contemporanea.
“Dietro questi straordinari risultati ci sono mesi di allenamenti intensivi, ricerca continua, sacrifici personali e professionali, notti passate a perfezionare ogni dettaglio e soprattutto un gruppo unito dalla stessa visione”, ha dichiarato il General Manager Gianluca Tomasi, figura di riferimento della gastronomia italiana a livello internazionale che, insieme al Responsabile Competizioni Pierluca Ardito, ha guidato il percorso della Nazionale con esperienza, lucidità e spirito di squadra.,
Accanto a loro, anche gli altri dirigenti della Nazionale Italiana Cuochi che hanno accompagnato i team durante il percorso mondiale — dal Responsabile del Comparto NIC Junior Angelo Biscotti al Team Coach Francesco Cinquepalmi — hanno voluto sottolineare il valore umano e professionale dei giovani protagonisti, evidenziando la maturità e la determinazione con cui hanno affrontato una delle competizioni più prestigiose al mondo. In maniera unanime, uomini e donne della NIC e della FIC hanno ribadito quanto sia fondamentale investire nello sviluppo dei giovani talenti italiani. Rappresentare il proprio Paese in contesti internazionali di questo livello è motivo di orgoglio ed emozione, ma significa soprattutto contribuire alla tutela e alla promozione dell’identità culturale della cucina italiana: un patrimonio riconosciuto dall’UNESCO con un valore universale che necessita di nuove generazioni capaci di custodirlo e tramandarlo nel mondo. E questi giovani ma già autorevoli interpreti della cucina italiana: Giuseppe De Vincenzo, classe 1998 di Bari, Andrea Serale, piemontese del 2002, Luigi D’Antonio, napoletano classe 1998, Mattia Matuozzo, classe 2001 di Caserta, rappresentano oggi i territori, la cultura e la tradizione gastronomica del nostro paese, autentici ambasciatori di una cucina che continua ad affascinare il panorama internazionale. In questo percorso è stato dunque fondamentale il contributo offerto dalle nuove generazioni di professionisti e, in tal senso, è d’obbligo ricordare il puntuale lavoro di comunicazione curato dalla segreteria NIC con Annarita Guglietta.
“L’emozione che ci hanno regalato è indescrivibile”, ha dichiarato il presidente FIC Rocco Cristiano Pozzulo. “Questa vittoria, che consolida i risultati ottenuti negli ultimi anni, è il frutto della volontà, del lavoro e della compattezza di un grande gruppo, ma anche di un sistema organizzato e di un metodo che oggi stanno raccogliendo i risultati meritati”.
La Federazione Italiana Cuochi ha vissuto con grande partecipazione questa storica vittoria, sia a distanza sia direttamente in Galles, dove una numerosa delegazione federale ha accompagnato e sostenuto i team azzurri, seguendo al tempo stesso i lavori del Congresso Worldchefs. Accanto al presidente FIC erano presenti lo chef Giuseppe Giuliano, giudice internazionale e Domenico Maggi, membro onorario Worldchefs, insieme ai rappresentanti della Segreteria Generale Salvatore Bruno e Alessandro Laudadio, al Responsabile del Dipartimento Associativo Giuseppe Casale, al Tesoriere FIC Carmelo Fabbricatore e al Responsabile del Compartimento Giovani Ermando Paglione. Una presenza italiana significativa, che testimonia il grande lavoro svolto quotidianamente dalla Federazione Italiana Cuochi e dalla Nazionale Italiana Cuochi nella promozione della cucina italiana, nel sostegno ai giovani talenti e nella valorizzazione del patrimonio gastronomico nazionale a livello internazionale.
Un ringraziamento speciale va inoltre ai partner che hanno sostenuto la Nazionale Italiana Cuochi in questo percorso verso la finale mondiale del Global Chefs Challenge 2026. Il supporto, la fiducia e la condivisione dei valori nazionali da parte di aziende come Orogel, Barilla, Ballarini, Cirio e Bragard, così come la disponibilità di realtà formative che hanno ospitato gli allenamenti dei team come CAST Alimenti, hanno rappresentato un contributo decisivo nel raggiungimento di questi straordinari risultati internazionali.



